Quale risposta alla problematica dell'immigrazione dei minori

Ai professori, funzionari pubblici ed esperti radunati per la Tavola rotonda
Minori, Diritti Universali e Flussi Migratori: la rete, i fili, i nodi
Venerdì 22 maggio 2009
Palazzo Marini – Sala delle Colonne
Via Poli, 19 – Roma
Sono Tobias Chikezie Ihejirika, Nigeriano, religioso dei padri Somaschi, educatore professionale e dottorando di ricerca in Pedagogia Sociale all’Università Pontificia Salesiana. Farò due domande, ma prima ho bisogno di dire velocemente pochissime cose per essere più chiaro.
Avendo assistito a diversi seminari organizzati dal Professore Vincenzo Piccione sulla progettazione innovativa e valutazione dei progetti socio-educativi significativi, ed essendo stato educatore professionale nelle diverse case famiglie in Italia e avendo assistito a diversi programmi educativi per i minori, ho la convinzione che la questione dei minori, diritti universali e flussi migratori va affrontata nelle sue radici – nei paesi più a rischio e nei principali luoghi di provenienza dei flussi migratori. Credo che la soluzione alla problematica dell’immigrazione si deve cercare nei diversi fattori che rendono la vita insopportabile al livello locale in questi paesi. E’ chiaro che nessuno vorrebbe scappare dal proprio paese se in loco ci fossero le condizioni che favoriscono una vita dignitosa.
Per verificare questa tesi e combattere il fenomeno dei ragazzi di strada nel mio villaggio (Obibii Nguru Mbaise, Nigeria), due anni fa abbiamo fondato una associazione sportiva, “L’Associazione Sportiva San Girolamo Emiliani”. Con questa associazione abbiamo garantito borse di studio, cura medica ed impiego del tempo libero tramite il calcio a 50minori . La borsa di studio è destinata ai minori più poveri e più a rischio di migrazione nelle città, trai 10-14 anni, considerata la fascia d’età più critica dell’adolescenza. Abbiamo anche fondato una rete cooperativa per i loro genitori, uno spazio educativo per trovare soluzioni ai problemi comuni delle famiglie con figli adolescenti . Questo progetto sostenuto dalla parrocchia San Girolamo Emiliani, Morena Roma è stato un successo enorme e continua ad essere un fattore molto importante in questo villaggio.
Questa estate, intendo introdurre ed estendere questa esperienza socio-educativa a Benin City, una delle città più importanti della Nigeria da dove proviene circa 90% della prostituzione minorile nigeriana. Con una proposta di ricerca-azione-partecipata, sotto la supervisione dell’Università Pontificia Salesiana, intendo creare sei associazioni sportive per i ragazzi di strada nei quartieri più poveri della città, e progettare una rete con i genitori di questi ragazzi in una o più associazioni familiari.
L’idea è di promuovere attraverso questa associazione la proposta di una nuova cultura e di nuove leggi per i minori in Nigeria in generale ed a Benin City in particolare. Il tema di questa ricerca-azione è “L’affidamento familiare a Benin City, Nigeria, il passaggio dall’affidamento informale all’affidamento formale attraverso il contributo dell’associazionismo familiare”.
Credo che è possibile incarnare il sistema dell’affidamento italiano in Nigeria e promuovere una nuova cultura di vita. La mia domanda è vi sono possibili aiuti e sostegni economici e professionali per progetti di questo genere che richiedono un lavoro qualitativo ed una progettazione a lungo termine, per l’effettiva e la radicale risoluzione del problema dei minori, diritti universali e flussi migratori?
La seconda domanda è più specifica: esiste una strategia che la legge italiana permette per chiedere l'affidamento dei ragazzi nigeriani direttamente dalla Nigeria? In modo tale che, una volta che il mio progetto sarà partito, io possa richiedere una maggiore protezione per alcuni casi particolari?
Minori, Diritti Universali e Flussi Migratori: la rete, i fili, i nodi
Venerdì 22 maggio 2009
Palazzo Marini – Sala delle Colonne
Via Poli, 19 – Roma
Sono Tobias Chikezie Ihejirika, Nigeriano, religioso dei padri Somaschi, educatore professionale e dottorando di ricerca in Pedagogia Sociale all’Università Pontificia Salesiana. Farò due domande, ma prima ho bisogno di dire velocemente pochissime cose per essere più chiaro.
Avendo assistito a diversi seminari organizzati dal Professore Vincenzo Piccione sulla progettazione innovativa e valutazione dei progetti socio-educativi significativi, ed essendo stato educatore professionale nelle diverse case famiglie in Italia e avendo assistito a diversi programmi educativi per i minori, ho la convinzione che la questione dei minori, diritti universali e flussi migratori va affrontata nelle sue radici – nei paesi più a rischio e nei principali luoghi di provenienza dei flussi migratori. Credo che la soluzione alla problematica dell’immigrazione si deve cercare nei diversi fattori che rendono la vita insopportabile al livello locale in questi paesi. E’ chiaro che nessuno vorrebbe scappare dal proprio paese se in loco ci fossero le condizioni che favoriscono una vita dignitosa.
Per verificare questa tesi e combattere il fenomeno dei ragazzi di strada nel mio villaggio (Obibii Nguru Mbaise, Nigeria), due anni fa abbiamo fondato una associazione sportiva, “L’Associazione Sportiva San Girolamo Emiliani”. Con questa associazione abbiamo garantito borse di studio, cura medica ed impiego del tempo libero tramite il calcio a 50minori . La borsa di studio è destinata ai minori più poveri e più a rischio di migrazione nelle città, trai 10-14 anni, considerata la fascia d’età più critica dell’adolescenza. Abbiamo anche fondato una rete cooperativa per i loro genitori, uno spazio educativo per trovare soluzioni ai problemi comuni delle famiglie con figli adolescenti . Questo progetto sostenuto dalla parrocchia San Girolamo Emiliani, Morena Roma è stato un successo enorme e continua ad essere un fattore molto importante in questo villaggio.
Questa estate, intendo introdurre ed estendere questa esperienza socio-educativa a Benin City, una delle città più importanti della Nigeria da dove proviene circa 90% della prostituzione minorile nigeriana. Con una proposta di ricerca-azione-partecipata, sotto la supervisione dell’Università Pontificia Salesiana, intendo creare sei associazioni sportive per i ragazzi di strada nei quartieri più poveri della città, e progettare una rete con i genitori di questi ragazzi in una o più associazioni familiari.
L’idea è di promuovere attraverso questa associazione la proposta di una nuova cultura e di nuove leggi per i minori in Nigeria in generale ed a Benin City in particolare. Il tema di questa ricerca-azione è “L’affidamento familiare a Benin City, Nigeria, il passaggio dall’affidamento informale all’affidamento formale attraverso il contributo dell’associazionismo familiare”.
Credo che è possibile incarnare il sistema dell’affidamento italiano in Nigeria e promuovere una nuova cultura di vita. La mia domanda è vi sono possibili aiuti e sostegni economici e professionali per progetti di questo genere che richiedono un lavoro qualitativo ed una progettazione a lungo termine, per l’effettiva e la radicale risoluzione del problema dei minori, diritti universali e flussi migratori?
La seconda domanda è più specifica: esiste una strategia che la legge italiana permette per chiedere l'affidamento dei ragazzi nigeriani direttamente dalla Nigeria? In modo tale che, una volta che il mio progetto sarà partito, io possa richiedere una maggiore protezione per alcuni casi particolari?


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